LE MURA LUCCA, SCHEDA DI MERY ANDRADE

LE MURA. IL PERSONAGGIO. MERY ANDRADE

Dalle figurine della Wnba, che la ritraggono giovanissima con le maglie di Cleveland e Charlotte, alle fotografie con la divisa del Basket Le Mura, che fissano alcuni momenti significativi di un nuovo episodio della sua infinita carriera. A 36 anni compiuti (il 31 dicembre scorso) Mery Andrade continua a essere protagonista sul parquet. Perchè il basket è una parte essenziale della sua vita e la mentalità vincente, la voglia di lottare sempre, di non arrendersi, di affrontare continuamente nuove sfide – al di là di qualche guaio fisico che la perseguita – ne fanno un esempio per le compagne più giovani e un idolo per la tifoseria biancorossa.

 Nell’estate del 2010 Andrade non ci ha pensato su due volte: coach Mirco Diamanti, un secondo padre per la giocatrice portoghese nata a Capo Verde, l’aveva chiamata di nuovo per averla con sè nel Basket Le Mura appena promosso in A1. Mery veniva da una stagione di inattività a Venezia, complice un grave infortunio al ginocchio e a Lucca ha trovato l’ambiente giusto per tornare a giocare, sotto la guida dell’allenatore che di fatto l’aveva scoperta e portata in Italia.

 Successe tutto nell’estate del 1999: Mery Andrade aveva già giocato nella Wnba a Cleveland e faceva parte della Nazionale portoghese che venne a disputare un’amichevole contro l’Italia. Sulle tribune c’era anche Diamanti che rimase colpito da quella giocatrice dallo spirito guerriero, dalla volontà indomabile, dalle doti tecniche e agonistiche di prim’ordine. La volle fortemente con sè, nel suo laboratorio di Spezia, dove Andrade restò due stagioni, prima di passare alla Pool Comense, dove nel 2001-2002 vinse lo scudetto. Nel 2003 Diamanti è a Napoli, in A1, e telefona di nuovo a Mery, con cui si è creato nel frattempo un legame strettissimo. L’ala portoghese arriva sotto il Vesuvio: tre anni ricchi di soddisfazioni e quindi, a 31 anni, il trasferimento a Venezia, società e squadra prestigiosa con cui gioca l’Eurolega e vince – nel 2008 – la Coppa Italia. Andrade è la capitana, alza il trofeo, è la beniamina del pubblico. Poi arriva il grave infortunio, la lenta ripresa.

Il 17 maggio del 2010 è a Lucca, al Palatagliate. Assiste a garauno dello spareggio promozione fra Le Mura e Cagliari, vinto dalle biancorosse 60-56. Qualche giorno dopo il bis in Sardegna, la conquista dell’A1 e quella presenza di Andrade a Lucca non fa altro che anticipare il rinnovo di un rapporto fra la giocatrice e il coach di Avenza.

 A Lucca il primo anno Andrade ha guidato una squadra giovane e inesperta alla salvezza. In garadue dello spareggio playout a Napoli si infortunò seriamente, uscì dal parquet e Le Mura perse la partita. Pochi giorni dopo c’era garatre, decisiva, al Palatagliate: la forza di volontà della giocatrice e l’abilità dello staff medico, misero Andrade in condizione di giocare e di spingere Lucca al successo salvezza. Alla fine di quella partita la portoghese dal carattere forte e indomabile sul parquet si sciolse nelle lacrime abbracciata al suo allenatore.

Poi la nuova stagione. Pur di restare in biancorosso la scorsa estate Andrade ha accettato una riduzione dell’ingaggio. Ha visto arrivare Gentile, Corradini e Ruzickova, ha visto crescere la squadra, ora quarta in classifica, e spiega in questo modo la metamorfosi della Cenerentola biancorossa:

“C’è più consapevolezza, più esperienza, più maturità rispetto alla scorsa stagione. La squadra ha immediatamente preso coscienza che poteva fare bene, ci alleniamo con la giusta intensità, nel modo dovuto e ci stiamo togliendo tante soddisfazioni e con pieno merito”.

Dieci vittorie e cinque sconfitte finora in campionato, con qualche rimpianto. “Proprio così – dice Andrade – perchè, tranne la gara interna con Como, da noi giocata male  – in tutte le altre occasioni abbiamo tenuto testa alle avversarie e il risultato avrebbe potuto essere diverso. Siamo soddisfatte del nostro percorso, ma non certo appagate. Più si va avanti, più crediamo nella possibilità di raggiungere un risultato importante: il nostro sogno è arrivare tra le prime quattro, sarebbe un grande traguardo e ci consentirebbe di affrontare i playoff nel modo migliore”.

Intanto però c’è da pensare alla prossima partita, la trasferta di Alcamo: “A dispetto della classifica, dei soli 2 punti che ha – dice Andrade – Alcamo è una formazione che nelle ultime gare ha sempre dato filo da torcere alle avversarie e avrebbe meritato maggiore fortuna. Prima o poi tornerà a vincere e noi dobbiamo evitare che questo avvenga domenica. Dovremo giocare con intensità, affidandoci alla nostra organizzazione, concentrate e determinate. Se ci riusciremo potremo cogliere un altro successo”.

Mery da tempo combatte con un guaio al polpaccio sinistro che la condiziona non poco, sia in allenamento che in partita. “Sto un po’ meglio – spiega l’ala biancorossa – e spero di risolvere rapidamente questo problema, per essere al 100% nel giro di un paio di settimane”.

Già, perchè a Lucca si comincia a respirare aria di playoff e una come Andrade non può mancare all’appuntamento clou della stagione.

 UFFICIO STAMPA BASKET LE MURA

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